Sembra che il Ministero stia per intervenire con note ufficiali in merito ad alcune problematiche emerse nelle ultime settimane, gli orientamenti maturati sarebbero:
l’amministrazione concorda che ciò che determina l’applicabilità della norma contrattuale è la caratteristica del posto e non il tipo di contratto stipulato. In tal senso sarà emanata un’apposita nota di chiarimento per consentire al personale di ruolo in posizione utile nelle vecchie graduatorie di fruire dell’art. 58 anche per le nomine fino all’avente titolo. Sul posto lasciato libero dal personale che fruisce dell’ art. 58 si procede a supplenza temporanea fino a che non sarà formalizzata, con le nuove graduatorie, la supplenza per l’intero anno.
Il MIUR ha predisposto una nota indirizzata ai CSA in cui si sollecita l’inserimento dei dati relativi alle domande del personale ATA di terza fascia. Il testo della nota, che è già stata firmata, ci sarà fornito ufficialmente domani.
i docenti ammessi ai corsi abilitanti o di specializzazione ex L. 143/04 che siano stati assunti a tempo indeterminato dal 1/9/2005 possono comunque terminare e/o iniziare i relativi corsi sempre che siano ancora interessati. A parere dell’amministrazione il requisito di non essere già di ruolo doveva essere posseduto al momento dell’ammissione ai corsi e quindi non è determinante essere stati successivamente assunti a tempo indeterminato.
su questo argomento, dopo tanti tentennamenti, l’amministrazione sembra orientata ad accogliere le nostre richieste (suffragate anche dal parere del Consiglio di Stato) e quindi a considerare disoccupati tutti i supplenti (sia temporanei che annuali), indipendentemente dalla loro iscrizione all’ufficio provinciale del lavoro. Il Miur predisporrà un apposito documento sul quale chiederà il nulla-osta del Ministero del lavoro. Quando saremo in possesso del testo avremo ulteriori elementi per intervenire in tutte quelle situazioni in cui surrettiziamente è stato impedito ai lavoratori di fruire di un legittimo diritto sulla base di una interpretazione restrittiva della norma.